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Pillola Rossa vs Pillola Blu – Il Dilemma di Matrix

 

 

"Questa è la tua ultima possibilità..."
Se hai visto Matrix, sai già come va a finire quella frase. Ma se fai un lavoro come il mio — tecnico, concreto, dove sbagliare vuol dire fermare una linea di produzione o causare un guasto serio — capisci che certe scelte non sono solo filosofia da poltrona: sono quotidiane. E spesso non c'è il lusso di sbagliare.

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La metafora, nuda e cruda

La pillola blu è comoda. Ti dice che va tutto bene. Che puoi chiudere un occhio, che tanto nessuno se ne accorgerà. La pillola rossa, invece, ti sbatte in faccia la realtà: ti costringe a guardare cosa non funziona, dove hai sbagliato, cosa devi fare anche se non ne hai voglia.

Nel mio mestiere, non puoi permetterti la pillola blu. Un contatto ossidato, un errore nel PLC, un’elettrovalvola che non scatta — se non vuoi vedere il problema per quello che è, il guasto resta. E peggiora.

Ma il punto è che anche fuori dalla fabbrica funziona così.

Filosofi? Gente con cui mi trovo d'accordo

Non sono uno che cita Platone tutti i giorni, ma quando leggi del mito della caverna, ti ci rivedi: gente incatenata a una versione distorta della realtà. Ne vedi così tante oggi, tutte lì a guardare ombre sui social, convinte che sia quella la vita vera.

Pascal diceva che bisogna scegliere. Anche non scegliere è una scelta. E ogni giorno, che tu stia lavorando su un impianto, educando un figlio o cercando di capirci qualcosa in mezzo al rumore del mondo, stai decidendo: comodità o consapevolezza?

Pillole quotidiane: sul lavoro, con tuo figlio, davanti allo specchio

Per me la pillola rossa è dire a mio figlio: “Non so tutto, ma ti insegno a farti domande.”
È alzarsi anche se sei stanco morto e sai che nessuno ti ringrazierà.
È guardare una persona negli occhi e dirle ciò che pensa, senza girarci intorno.

La pillola blu? È dire “va tutto bene” quando non lo è. È accettare compromessi che ti fanno male dentro, ma che fanno comodo agli altri.

La sindrome delle prime 5 righe

Ti dico la verità: la maggior parte di chi ha aperto questo articolo si è già fermato.
Siamo tutti malati di “prime 5 righe”. Se non ti aggancia subito, next.
Viviamo in un mondo che ha fame di novità, ma paura della profondità.

Ma io non scrivo (e non leggo) per chi cerca pillole blu in formato clickbait. Scrivo per chi ha ancora il coraggio di leggere fino in fondo. Per chi è disposto a ingoiare verità amare pur di capire come stanno le cose.

Il finale che non consola

Se sei arrivato fin qui, probabilmente dentro di te la scelta l'hai già fatta. E sai che non è un “una volta per tutte”. È ogni giorno.

Ogni volta che smonti qualcosa per capire davvero perché non funziona.
Ogni volta che dici a tuo figlio “ascolta, il mondo non è facile” invece di raccontargli favole.
Ogni volta che guardi dentro, anche quando fa male.

La pillola rossa non è glamour. Ma è vera.


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